CELEBRIAMO LA GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA LINGUA MADRE

“Parlare a qualcuno in una lingua che comprende consente di entrare nella sua testa. Parlargli nella sua lingua madre significa raggiungere il suo cuore” – Nelson Mandela

La Giornata internazionale della Lingua Madre fu proclamata dalla Conferenza Generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura (UNESCO) nel novembre del 1999 (30C/62). Dal 2000 essa viene celebrata ogni anno per promuovere la diversità linguistica e culturale ed il poliglottismo.

La data intende commemorare il 21 febbraio 1952, in cui alcuni studenti furoni colpiti e uccisi dalla polizia a Dacca, la capitale dell’attuale Bangladesh, mentre manifestavano per il riconoscimento della loro lingua, il bengalese, come una delle due lingue nazionali dell’allora Pakistan.

LA LINGUA MADRE: DA OSTACOLO A PONTE

C’è un equivoco di fondo, quando si parla di integrazione. Si pensa che imparare una nuova lingua significhi lasciare indietro la propria, come se nella valigia di chi parte ci fosse spazio per una sola voce. Non è così.

La lingua madre è la prima casa. È il suono della voce di chi ci ha cresciuti, le parole con cui abbiamo imparato a nominare il mondo, la grammatica dei nostri affetti più profondi. Chi arriva in un paese nuovo non la abbandona all’ingresso: la porta con sé, e proprio a partire da quella costruisce il suo incontro con la nuova lingua. Perché le lingue, quando si incontrano, non si cancellano. Si arricchiscono a vicenda. L’italiano che parliamo oggi è pieno di parole venute da lontano: dall’arabo, dal greco, dal francese, dallo spagnolo. Ogni volta che qualcuno impara il nostro idioma portandosi dietro il suo, ci regala un pezzo della sua visione del mondo. E senza saperlo, arricchisce la nostra.

LE LINGUE IN ORIZZONTI: PAESAGGI QUOTIDIANI

Nelle nostre giornate incrociamo wolof e arabo, bengalese e urdu, cinese e spagnolo, e tante altre. Le ascoltiamo nei corridoi delle scuole, nei colloqui con le famiglie, nei corsi di formazione in azienda. Non le consideriamo barriere da abbattere. Le consideriamo patrimoni da abitare. Perché un bambino che impara l’italiano sentendosi riconosciuto nella sua lingua madre imparerà più in fretta. Un genitore che può esprimere le sue preoccupazioni nella lingua del cuore riuscirà a fidarsi di più della scuola di suo figlio. Un lavoratore che viene formato nella sua lingua lavorerà in modo più sicuro e parteciperà di più. La mediazione interculturale non è solo un servizio: è la consapevolezza che ogni lingua custodisce un mondo, e che più mondi riusciamo a far incontrare, più la realtà diventa ricca e abitabile.

MULTILINGUISMO PER UN FUTURO PIU' INCLUSIVO

In occasione della Giornata internazionale della lingua madre del 21 febbraio, celebriamo questa ricchezza non solo ricordando gli studenti di Dacca che diedero la vita per la loro lingua nel 1952 e non solo pensando alle lingue che ogni due settimane scompaiono dal mondo, portando via con sé intere culture, ma anche guardando ciò che accade ogni giorno intorno a noi: persone che attraversano confini portando con sé parole antiche, e le intrecciano con le nostre, creando un italiano nuovo, più ampio, più capace di accogliere.
In Orizzonti, questo intreccio è il nostro lavoro. E anche la nostra bellezza. Perché crediamo che proteggere una lingua madre significhi proteggere la diversità dell’umanità e che celebrare il multilinguismo sia il modo più concreto per scegliere un futuro più inclusivo.

Oggi diamo voce a tutte le lingue che abitano Orizzonti. Perché sono loro a renderci più ricchi. 

Orizzonti/Mediazione

Servizi di mediazione interculturale

Dal 2003, la cooperativa Orizzonti è impegnata nel servizio di mediazione interculturale per promuovere la valorizzazione delle diversità culturali e la ricerca di soluzioni condivise che tengano conto delle prospettive di tutte le parti coinvolte. La mediazione interculturale si configura così come un ponte che unisce la diversità, permettendo la costruzione di una società più inclusiva e armoniosa.

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