La consulenza etnoclinica entra nel sistema dei servizi socio-sanitari veneziani: un nuovo supporto per favorire il benessere dei ragazzi e delle ragazze di paesi terzi
Progetto FAMI SOAVE: facciamo il punto.
Era il 17 settembre 2024 quando ha preso ufficialmente il via SOAVE – SOstegno in rete Alla resilienza di minori stranieri vulnerabili con servizio transculturale nel VEneziano (PROG-119). Il progetto triennale che vede Orizzonti quale ente capofila è finanziato dal Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (FAMI) 2021–2027 ed è destinato a lasciare un segno profondo nel tessuto sociale veneziano.
Le attività del progetto si rivolgono agli operatori e alle operatrici dei servizi con l’obiettivo di aumentare l’efficacia degli interventi previsti per i minori d’età con background migratorio che si trovano in situazione di vulnerabilità psicosociali. Volgendo lo sguardo ai minori, nella fascia d’età 0-4 anni il 31% di essi è di origine straniera, percentuale che scende al 15% nella fascia 15-19 anni; va considerato inoltre che nelle casistiche cui si trovano a far fronte i Servizi del territorio veneziano rientrano sia i minori con background migratorio presenti con la propria famiglia, sia i Minori Stranieri Non Accompagnati (MSNA).
Un modello integrato per rispondere a bisogni complessi
Operatrici e operatori che lavorano a contatto con minori stranieri si trovano sempre più spesso a far fronte a situazioni complesse, nelle quali gli aspetti psicologici, culturali, sanitari ed educativi si intrecciano.
È da questa consapevolezza che nasce il progetto SOAVE, che punta a sviluppare un modello di prevenzione e presa in carico integrata, multidisciplinare e transculturale, attivando un team di esperti in etnopsicologia a supporto dei servizi del territorio e perseguendo i seguenti obiettivi strategici:
- Rafforzare la rete pubblico-privata di sostegno, creando sinergie reali e operative;
- Migliorare le competenze degli operatori e delle operatrici, grazie a una formazione continua, sia frontale sia “on the job”attraverso la presa in carico integrata di situazione complesse;
- Valutare e promuovere il modello di intervento, con l’obiettivo di renderlo replicabile nelle politiche e prassi locali.
Un avvio promettente: conclusa la prima fase formativa
Il 6 novembre si è conclusa la prima edizione del percorso formativo in presenza, un’esperienza intensa che ha coinvolto circa 40 partecipanti: operatori sociosanitari, educatori, psicologi, mediatrici e professionisti di ULSS e Comune.
In aula hanno condiviso storie, dubbi, strumenti e prospettive, mettendo in discussione il proprio sguardo professionale e affinando la propria sensibilità. Il confronto tra esperienze diverse ha generato uno spazio di ascolto e crescita comune, ricordando a tutti che la formazione non è un traguardo, bensì un processo continuo.
L’esito dei primi monitoraggi sulla formazione erogata conferma la solidità del percorso intrapreso: i questionari post-formazione restituiscono infatti un quadro molto positivo, con un elevato grado di soddisfazione generale, una percezione altrettanto alta dell’utilità professionale e – dato ancora più rilevante – la dichiarazione da parte di molti di aver già utilizzato almeno una delle nuove competenze apprese nella propria pratica quotidiana. Questi risultati confermano che la formazione transculturale proposta da SOAVE non è solo apprezzata, ma sta già generando cambiamenti concreti nel modo in cui gli operatori affrontano la complessità, rafforzando la capacità del territorio veneziano di rispondere ai bisogni dei minori stranieri vulnerabili.
Un nuovo traguardo per il territorio veneziano:
l'avvio della sperimentazione del dispositivo
Parte ora ufficialmente la fase più operativa del progetto, ovvero la sperimentazione del nuovo modello integrato che prevede il servizio di consulenza etnopsicologica affianco al sistema consolidato dei servizi socio-sanitari, pensato in questa prima fase per far fronte a situazioni complesse che coinvolgono minori d’età cittadini di Paesi Terzi.
Si tratta di un approccio innovativo che riconosce l’importanza dell’elemento culturale nell’approccio clinico e il suo ruolo imprescindibile all’interno di un percorso terapeutico efficace, il più possibile rispettoso dell’identità e della dignità individuale del minore d’età preso in carico. Per questa ragione, si rivela fondamentale lo sviluppo di un modello multidisciplinare che possa avvalersi delle competenze di figure di mediazione linguistico-culturali così come di psicologhe/i, antropologhe/i, esperti/e legali.
Mentre le attività progettuali prendono forma, è attivo un percorso continuo di monitoraggio e valutazione: un impegno costante che mira a generare spazi strutturati di confronto e restituzione a tutti gli stakeholder, minori d’età con background migratorio compresi, al fine di rendere la rete più solida e competente.
Concluso il primo modulo degli incontri di sensibilizzazione on-line e in partenza la seconda edizione degli incontri in presenza.
A dicembre si è concluso anche il primo modulo della formazione on-line “Minori cittadini di paesi terzi: approcci, strumenti , narrazioni”, cinque incontri gratuiti online condotti da relatori e relatrici di GTR Italia e di Orizzonti.
Gli incontri – che hanno coinvolto numerosi professionisti e professioniste del settore sociale su tutto il territorio nazionale – sono stati un’occasione di approfondimento e confronto, per costruire nuovi sguardi sul lavoro con cittadini minori d’età e le relative famiglie. A gennaio 2026 apriranno le iscrizioni per il secondo modulo on-line in partenza il 5 Marzo 2026.
In chiusura, ricordiamo che il nuovo anno vedrà anche l’avvio della seconda edizione del percorso formativo in presenza dedicato ai servizi socio-sanitari veneziani, il cui primo incontro è previsto per giovedì 15 gennaio 2026: una nuova occasione di confronto, condivisione e crescita – personale e professionale – per gli operatori e le operatrici che prenderanno parte ai 7 incontri a cadenza mensile, la cui conclusione è prevista giovedì 25 giugno 2026.
SOAVE rappresenta un investimento sulla capacità dei servizi di rispondere in maniera adeguata e puntuale ai bisogni emergenti delle comunità attuali e su quella del territorio per garantire benessere e uguali opportunità a tutta la popolazione. È un impegno che si fonda su una grammatica fatta di cura, ascolto e collaborazione, valorizzando un lavoro di qualità e guardando al futuro in modo più consapevole e responsabile
